Il MEF boccia nuovamente il Comune di Taranto

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21 March 2017

IL MEF (Ministero Economia e Finanze) da brutti voti al Comune di Taranto


Dopo l'ispezione del MEF (Ministero Economia e Finanze ) di fine 2015 e delle controdeduzioni inviate dal Comune di Taranto a settembre 2016, sono giunte nei giorni scorsi le risposte ministeriali.

Leggendo la nota del Ministero dell'Economia e delle Finanze (datata 13/3/2017) si rileva che l'amministrazione ha ricevuto un nuovo giudizio fortemente negativo: se fossimo a scuola rileveremmo che su 32 osservazioni controdedotte dal comune solo 5 risultano superate, ne restano confermate 27 (l’85%); tradotto in decimi il Comune di Taranto ha ricevuto un bel 2!


Nel merito trovano conferma tutte le osservazioni che anche noi abbiamo fatto in questo anni: delineando una gestione approssimativa delle macchina amministrativa quando non illegale, in primis da parte del sindaco di Taranto, sempre vero dominus nelle vicende elencate.


Come non partire e sottolineare che non si è voluto mai dare stabilità ad un settore fondamentale come quello del bilancio e della programmazione finanziaria, soffocando sul nascere le riforme iniziali messe in campo nel periodo tra il 2008 ed il 2010: con ripetuti cambi di dirigenti, assenza di guida politica e sostanziale non governo delle finanze comunali. Non portando a conclusione nemmeno la nota vicenda del dissesto comunale.

Da qui i rilievi confermati dal MEF su: errate contabilizzazioni di Bilancio, errato calcolo della tariffa rifiuti, errata costituzione del fondo crediti di dubbia esigibilità, assenza di requisiti nella iscrizione dei residui attivi, debiti fuori bilancio irregolarmente riconosciuti, violazione del patto di stabilità, etc.


Un capitolo a parte merita la vicenda delle società partecipate, dove gli ispettori confermano i rilievi sugli affidamenti diretti in assenza di controllo analogo. Quante volte lo abbiamo denunciato, inascoltati, della conduzione personalistica delle società partecipate, dove amici e parenti del Sindaco hanno fatto e disfatto a piacimento, nel più evidente spregio di norme e buona amministrazione. In palese violazione delle norme sul controllo analogo: così come da tempo confermato dagli orientamenti giurisprudenziali e dalla norme nazionali anticorruzione dell’ANAC.


Purtroppo anche la gestione del personale comunale esce assolutamente “mazzolato” dalle osservazioni confermate del MEF: carenze varie in materia di assunzioni di personale, mancanza di piani della performance, mancata dimostrazione di legittimità e correttezza del salario accessorio per la dirigenza (sempre corrisposto al massimo in violazione di legge), non corretto dimensionamento del salario accessorio del personale, compreso lo straordinario, irregolarità nella procedura di contrattazione collettiva, indebito utilizzo delle somme corrisposte per attività di progettazione. E potremmo continuare.

Così come non regolari sono state ritenute le somme, per retribuzione di risultato, corrisposte all’allora segretario generale (ovviamente in eccesso!).

Sotto osservazioni resta anche il conferimento degli incarichi dirigenziali a termine e del personale flessibile, con nomine ritenute dagli ispettori fuori dai limiti previsti dalla legge ed in assenza di procedure selettive.

Le osservazioni sono confermate anche per l'utilizzo di collaborazioni autonome al di fuori delle regole previste dalla legge, senza nessuna preventiva selezione, come la nomina diretta di tre legali esterni quali membri degli uffici per i procedimenti disciplinari (cosa peraltro più volte denunciata).


Particolarmente gravi le osservazioni sulle proroghe di contratti per la fornitura di beni e servizi: avvenute in assenza dei presupposti di legge, così come confermato dagli ispettori, che hanno richiamato anche i rilievi dell'ANAC e cioè che la proroga dei contratti pubblici costituisce una violazione dei principi generali se non riveste, motivatamente, carattere di temporaneità e di eccezionalità.


Insomma, e per la verità non avevamo grandi dubbi, l'amministrazione uscente ne esce sonoramente bocciata; viene messa a nudo la gestione personalistica del sindaco Stefano e di tutti quelli che hanno sempre obbedito al capo per non urtarne la suscettibilità, pena la perdita del posto!

Ora correranno di nuovo ai ripari, con giustificazioni alle giustificazioni, da inviare al Ministero in breve tempo. Seguiremo attentamente gli sviluppi e verificheremo se adotteranno azioni correttive e riparatorie.
Resta il danno prodotto all’amministrazione ed ai cittadini per una gestione “fuori dal comune”, che è stata già rimessa, come si legge più volte nello scritto ministeriale  “al prudente apprezzamento della Magistratura Contabile”, a cui la nota del MEF è stata trasmessa.


Politicamente rileviamo che viene messo a nudo un modo di governo amministrativo autocratico, dell’uomo solo al comando, del cerchio magico, della fedeltà al capo, del più scarso sei e più sei apprezzato; un metodo che tanti danni ha fatto in questi ultimi anni.


Dante Capriulo - Consigliere Comunale di Taranto