RENDICONTO 2017 COMUNE DI TARANTO - CHI GOVERNA E CHI GUFA CONTRO TARANTO

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25 June 2018

COMUNICATO STAMPA di Dante Capriulo

Presidente Commissione Bilancio Comune di Taranto


Con l\'approvazione del rendiconto di bilancio 2017 del Comune di Taranto, lo scorso 22 giugno 2018, l’amministrazione della città fa un ulteriore passo verso la normalità.

Ed è veramente curioso che di fronte ad un risultato sostanziale che migliora rispetto a quello dell\'anno precedente alcuni soggetti “gufano” contro, con atteggiamenti allarmistici e strumentali, agitando addirittura una situazione di pre-dissesto, utilizzando in maniera scorretta termini e norme per confondere i già provati tarantini.

Ancora più curioso è che tale atteggiamento allarmistico, sia sulla stampa che in consiglio comunale, provenga da esponenti del partito, Forza Italia, che ha causato il più grande dissesto della storia repubblicana italiana: per circa un miliardo di euro di debiti; che a sottoscrivere ci sia anche un ex assessore della Giunta che si è dovuta difendere davanti al tribunale penale per i guai finanziari prodotti alla città.

Questi amministratori ed esponenti politici, invece di chiedere scusa per il male che hanno fatto alla nostra città ed ai cittadini, ringraziare per il lavoro che si sta facendo, fare il mea culpa a vita, aiutare quando possibile, si permettono persino il lusso di fare gratuito allarmismo, tra l\'altro senza nemmeno essere corretti nella lettura tecnica di fatti e nel citare norme e procedure.

Il partito di Forza Italia, in uno con il gruppo consiliare, agita a sproposito lo spettro del pre-dissesto, citando a tal proposito scorrettamente l’articolo 242 del d.lgs. 267 del 2000 (Testo Unico Enti Locali). Delle due l’uno: o non conoscono le norme oppure strumentalizzano.

L’articolo citato (il 242 tuel) regola gli enti in condizione di deficit strutturale. Mentre il c.d. pre-dissesto, nuovo istituto di controllo degli enti locali, introdotto di recente, è regolato dagli art.243 bis e seguenti del testo unico enti locali.

Nel copia ed incolla fatto da Forza Italia del parere dei revisori comunali (che fanno bene il loro lavoro ma che è di tipo ragionieristico e non politico-amministrativo) è citata strumentalmente la tabella dei parametri di deficitarietà strutturale (quella dell’art.242 del tuel!) che indica 4 parametri su 10 non in equilibrio. Ovviamente citazione senza un minimo di analisi critica dei dati.

Va ribadito ai cittadini, con forza, che per gli atti approvati NON ci sono conseguenze per il comune e quindi per il bilancio a favore dei cittadini, ma anzi effetti positivi.

I parametri finanziari bisogna saperli leggere con cognizione di causa se non si vuole meramente strumentalizzare:

- 2 su quattro dei parametri di deficit non in equilibrio si riferiscono a procedure esecutive e debiti fuori bilancio non rispettati nel 2017 perché, come noto a chi non dovrebbe ignorare, il Comune è sottoposto da oltre un anno a procedure esecutive dei debiti non pagati tramite OSL e rinvenienti dal dissesto finanziario; procedure su cui il comune non può più nulla a seguito di un recente orientamento del Tribunale civile di Taranto; cioè si tratta di pagare debiti contratti nel periodo in cui governavano gli stessi che oggi protestano; basti citare che nel 2017 abbiamo dovuto pagare 16 milioni e mezzo di debiti fuori bilancio, quasi tutti ante 2006, cioè vicenda dissesto, cioè prodotti dal centro-destra; e quasi tutti con procedura esecutiva; (se avessero partecipato alle numerose riunioni di commissione tenute sul punto avrebbero compreso e si sarebbero scusati invece di strumentalizzare);

- gli altri due parametri in disequilibrio riguardano residui attivi elevati rispetto al normale; cioè il comune riscuote i propri crediti nei confronti di cittadini ed attività d’impresa con lentezza rispetto a quanto dovrebbe; sappiamo che c’è un problema di riscossione (su cui il Consiglio si è già espresso indicando il proprio indirizzo) ma che ha il rovescio della medaglia di dover aumentare la pressione economica su cittadini ed imprese, in un tessuto economico e sociale già provato.

Su questi problemi aleggia la madre di tutte le questioni: la chiusura del dissesto e la vicenda BOC, che da sola vale debiti potenziali per oltre 200 milioni di €uro. Cioè parliamo di un debito contratto (dallo stesso partito in cui militano quelli che oggi denunciano) con un accordo “capestro” (che ha prodotto anche condanne penali in tribunale) con una banca nell’anno 2004 e che prevedeva di dover restituire all’istituto finanziario oltre 450 milioni di €uro! Che dovevano restituire anche i nostri figli (fino al 2030 minimo) se avessero deciso di continuare a vivere a Taranto!

Accordo capestro che per l’intervento della Magistratura e delle lotte di alcuni (tra cui il sottoscritto) per nostra fortuna è saltato. Una sorta di paradosso tutto nostrano: invece di vergognarsi parlano pure a sproposito.

Di fronte a ciò il nostro dovere (oserei dire la nostra missione fino a quando potremo governare) è quello di risolvere anche questo gravissimo problema finanziario. Perciò bisognerà difendersi in tribunale fino alla fine, seguendo quanto già fatto dall’amministrazione uscente, sfruttando i favorevoli principi di diritto stabiliti dalla Cassazione l’anno passato, e che potrebbe stabilire una vittoria storica di un Comune su una Banca (alla faccia dei gufatori).

Quindi, rivolgendomi ai cittadini onesti ed in buona fede della città di Taranto - che da noi si aspettano servizi e risoluzione dei problemi, ma che ben comprendono che non si possono fare le nozze con i fichi secchi -, la verità sulla attuale gestione finanziaria è che il lavoro posto in essere dall’attuale amministrazione, - dal Sindaco al Direttore Generale, dal Dirigente della Programmazione finanziaria ai diversi funzionari competenti, dai componenti partecipanti della Commissione Bilancio ai Consiglieri comunali responsabili, - è di porre rimedio ai tanti problemi finanziari e strutturali che ci sono e che rinvengono in larga parte dal passato. Problemi che vanno affrontati in una condizione generale di difficoltà degli enti locali e con la particolarità dello sgoverno vissuto dal nostro. Con la originalità dello spirito critico e propositivo con cui nella commissione da me presieduta stiamo lavorando, trovando sostegno, corrispondenza e libertà d’azione dal Sindaco e della parte tecnica.

Prestando la massima attenzione a quanto segnalato dall’organo di revisione, di cui rispettiamo il lavoro e l\'indipendenza. Il tutto in un quadro di massimo rispetto della legalità, garantita, tra l’altro, dai continui confronti con il Segretario Generale comunale.

Per ristabilire la correttezza dei fatti sul rendiconto 2017 ai cittadini di Taranto va invece raccontato che:

- il bilancio 2017 chiude con un avanzo tecnico di 169 milioni di €uro ed una disponibilità di impiego di circa 4 milioni di €uro di ulteriori somme nel bilancio 2018;

- dei 169 milioni di avanzo sono stati accantonati prudenzialmente crediti per oltre 100 milioni di €uro (per le difficoltà di riscossione);

- in cassa ci sono circa 70 milioni di €uro che consentono al comune di non chiedere nessuna anticipazione, con minore spesa di interessi e tranquillità di gestione;

- con un indebitamento residuo ordinario ai minimi storici; circa 19 milioni di debiti rispetto alle centinaia e centinaia di milioni fatti quando sgovernava il centro-destra a Taranto;

- è stato ampiamente rispettato il Patto di Stabilità pubblica.


Vorrei inoltre, con un certo orgoglio mio e dell’intero governo della città, sottolineare che con questo bilancio è stata sanata una anomalia che si trascinava da anni: è stato approvato l’inventario dei beni mobili ed immobili. Cioè sanata l’anomalia costituita dal fatto che fino al 22 giugno 2018 il comune di Taranto non aveva questo fondamentale strumento contabile.

Oggi, finalmente, sappiamo quali sono, dove sono, cosa sono, come sono e quanto valgono tutti i beni mobili ed immobili del comune di Taranto. Documento di trasparenza e buona amministrazione. Se vi sembra poco.

Provvedimento passato in sordina anche nelle cronache perché travolto da strumentali polemiche.


Ovviamente nessuno può o vuole dimenticare i problemi di bilancio e di gestione che ci sono e che sono quasi tutti frutto del passato. Problemi che producono, purtroppo, i loro effetti negativi. Per la verità molti che attanagliano tanti comuni italiani.

Ma la responsabilità del Sindaco, della Giunta, dei Consiglieri comunali di maggioranza è di affrontarli e di risolverli, nella loro complessità; a testa bassa e con il coraggio e la responsabilità delle scelte. Avendo come faro la legalità ed il bene dei cittadini e delle imprese tarantine. Sapendo che l’orizzonte è quello del governo e della fornitura dei servizi, in un contesto di bene comune e con un richiesta tributaria accettabile, a sostegno delle prospettive di sviluppo e cambiamento della città. Facendo dimenticare i tempi bui del dissesto.

Agitare strumentali allarmi senza fondamento fa solo male a Taranto ed ai suoi cittadini. Gufare contro Taranto è - come si dice da noi - andare con la Sampdoria. Assumendo, tra l’altro, il fin troppo comodo atteggiamento di agitare indimostrati disastri finanziari e poi chiedere soldi per interventi ergendosi a paladini di problemi da risolvere.

Stiano tranquilli i cittadini di Taranto, abbiamo una traccia molto semplice da seguire: fare esattamente l’opposto di come loro hanno governato le finanze comunali.


Dante Capriulo - Presidente Commissione Bilancio Comune di Taranto